La conformità ESG passa dall'essere un "optional" a un "requisito indispensabile".

Esportare occhiali nell'UE in passato richiedeva poco più della marcatura CE. Ma a partire dal 2026, i requisiti d'ingresso verranno ridefiniti, e non una sola volta.

Un'ondata di normative ambientali dell'UE sta investendo gli esportatori cinesi di occhiali. I criteri ESG non sono più un optional, ma un requisito imprescindibile.

Standard di rilascio del nichel: i telai in metallo sopportano il peso maggiore

Nell'ottobre 2025, il CEN ha pubblicato la nuova norma EN 16128:2025 relativa al rilascio di nichel per montature da vista e occhiali da sole, in sostituzione della versione del 2015. Entro aprile 2026, la norma è diventata obbligatoria a livello nazionale in tutti gli Stati membri dell'UE e si prevede che venga armonizzata nell'ambito dell'Allegato XVII, Voce 27 del regolamento REACH. Le nuove norme inaspriscono le procedure di prova: i test sui rivestimenti non sono più test di screening, le lenti devono essere montate durante la simulazione di utilizzo ed è ora richiesta la documentazione fotografica. Per i produttori che utilizzano componenti metallici, ciò si traduce in test più rigorosi e costi significativamente più elevati.

Impronta di carbonio e passaporti digitali

Il regolamento UE sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti (ESPR), in vigore dal 2026, impone alle aziende di integrare la riduzione delle emissioni di carbonio e l'economia circolare nella progettazione dei prodotti e di fornire informazioni sull'impronta di carbonio dei prodotti tramite un passaporto digitale di prodotto (DPP). Nel frattempo, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) è entrato nella sua fase definitiva il 1° gennaio 2026, con l'avvio degli acquisti di certificati nel 2027, spingendo molte aziende cinesi a implementare fin da ora sistemi di gestione del carbonio.

Il Cliff della conformità per le PMI

Per le piccole e medie imprese manifatturiere, l'onere è gravoso. La contabilità del carbonio su vasta scala e la conformità al DPP richiedono la raccolta di dati end-to-end lungo tutta la catena di fornitura. I test e le certificazioni possono costare da poche migliaia a centinaia di migliaia di yuan, un prezzo elevato per le aziende con margini di profitto ridotti. Peggio ancora, queste normative si sovrappongono: i test sul nichel previsti dal REACH, la contabilità del carbonio ai sensi dell'ESPR/CBAM e le dichiarazioni ambientali previste dalla Direttiva "Empowering Consumers for the Green Transition" (in vigore dal 27 settembre 2026), che richiede la verifica da parte di terzi per qualsiasi linguaggio di marketing "verde".

Il consolidamento del settore accelera

Un recente studio di Frame The Future ha rilevato che il settore dell'occhialeria manca di coordinamento: standard frammentati, terminologia incoerente e scarsa comparabilità dei dati rendono difficile per le aziende agire autonomamente. Gli osservatori del settore prevedono che quest'ondata ESG accelererà il consolidamento. Le grandi aziende, grazie alle loro economie di scala, assorbiranno i costi e otterranno l'accesso al mercato; le aziende più piccole, incapaci di sostenere i costi di conformità, potrebbero essere costrette ad abbandonare il mercato dell'UE o a ridursi a subappaltatori.

Per gli esportatori cinesi di occhiali, il 2026 rappresenta un punto di svolta: abbracciare la conformità e trasformare i criteri ESG in un vantaggio competitivo, oppure aspettare e rischiare di rimanere indietro.

In quanto azienda produttrice con sede a Wenzhou ed esportatrice in Europa occidentale e Nord America, RUISEN monitora attentamente questi sviluppi normativi e collabora con laboratori certificati per garantire che i suoi prodotti soddisfino i requisiti in continua evoluzione dell'UE.


Data di pubblicazione: 09-07-2026